Maggio
24

Dopo aver letto i commenti al post di Giovy riporto anche quì il mio pensiero:

Sono contrario alla realizzazione di centrali nucleari in Italia. Per prima cosa perchè abbiamo deciso con un referendum 20 anni fa tutti insieme di rinunciarvi, quindi ritengo che solo il popolo debba poter dire se è il caso o meno di ritornare sulla questione. Per seconda cosa perchè questo momento storico vive l’ansia da “scalata del petrolio” che ci spinge a cercare soluzioni alternative ad esso. Sono convinto che il nucleare per ora non sia una necessità, ma la si percepisce come tale per via degli allarmismi sulla corsa del petrolio e sulla dipendenza energetica. E’ più una questione psicologica, e al governo sanno bene quali metodi utilizzare per farci percepire questa necessità, così come era necessità estrema la crisi di alitalia e la cordata che doveva arrivare ma che ancora non si è vista.
Ritengo che la soluzione migliore, visto che le centrali nucleari vedrebbero la luce non prima del 2025, sia quella di slegare la burocrazia relativa alla produzione di energia solare, ed iniziare immediatamente ad investire su di essa. In questo caso nel 2025 ci arriveremmo con la vera indipendenza energetica, non con una dipendenza da uranio o da smaltimento di scorie radioattive.
In germania hanno attuato dei provvedimenti per permettere ai cittadini che investono nel solare di “mettere in rete” il loro avanzo e di ottenere un guadagno dalla loro produzione casalinga di energia;in questo modo hanno fatto si che l’investimento nel solare diventi recuperabile in tempi estremamente ragionevoli.
Aumentando inoltre la richiesta di pannelli solari si svilupperebbe un ramo d’industria all’avanguardia in questo campo che porterebbe un abbassamento dei costi degli impianti, un progresso nell’efficienza della tecnologia e un nuovo mercato che facilmente si estenderà all’estero.
Il problema è invece che, dopo 20 anni, siamo ancora quì a cercare di migliorare puntando su una tecnologia vecchia (non in termini di sicurezza ma di efficienza), quando potremmo fare decisamente di meglio.

Maggio
22

La maggioranza inserisce un cavillo dentro ad un decreto legge per salvaguardare le frequenze di Rete 4, contro la sentenza della Corte di Giustizia Europea.
Ricordo che l’oggetto della discussione è :

Conversione in legge del decreto-legge 8 aprile 2008, n. 59, recante disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee.

Qualche giorno fa l’Italia dei Valori aveva proposto un emendamento per fare si che Rete 4 passasse al satellite e per mettere in atto le sentenze dell’Unione Europea.

Parla Evangelisti dell’Italia dei Valori, citando un brano di Travaglio, sottolinea la necessità di mettere in pratica la sentenza della corte di giustizia europea. Cita inoltre il fatto che Berlusconi abbia cercato di fare inserire dentro al decreto sicurezza un emendamento per salvarlo dal processo contro la corruzione del giudice Mills. Quindi si segnala in aula il continuo proliferare di leggi ad personam da parte della maggioranza.
Da segnalare che lancia una frecciatina al Partito Democratico dicendo che l’Italia dei Valori è stata fin’ora la vera opposizione. Più di PD e più di UDC.

Parla Buttiglione, dell’UDC, sottolinea la modalità meschina con cui il governo ha cercato (poche righe in un decreto legge non molto azzeccato per quello scopo) di far mantenere a Rete 4 le frequenze che non gli spettano. Inoltre precisa che non è il caso di parlarne adesso perchè il provvedimento non è adeguato a tale scopo. Per risolvere questo problema occorre una seduta seria in parlamento con tale obiettivo, non un cavillo dentro ad un decreto legge (che dovrebbe venire utilizzato solo per urgenze).

Parla Fiano, del PD: sostiene che si farà opposizione fortissima nei confronti della possibilità di vedere nuovamente assegnate a rete 4. Si condanna il fatto che il governo abbia cercato di nascosto di fare passare l’emendamento, modalità non corretta nei confronti del parlamento. Si sottolinea il fatto che non sia assolutamente possibile approvare un emendamento fuori luogo (si sta parlando di sentenze dell’unione europea e di conversione in decreto legge delle stesse, non di altri emendamenti che potrebbero venire aggiunti alle stesse). Si sostiene che per la comunità europea è compito dello stato adeguare il diritto nazionale al diritto comunitario. Si sottolinea che il clima di tranquillità del parlamento subirà una modifica per questo emendamento e le modalità con cui è stato proposto.
Viene detto che quando si toccano determinati argomenti il dialogo parlamentare salta e si guardano solo agli interessi personali. Il partito democratico dice no. Il partito democratico sottolinea che la materia va trattata con calma e non inserita di nascosto. Lo scontro in aula sarà durissimo.

Maggio
22

Non capisco proprio perchè con le mie tasse dovrei pagare a Berlusconi la permanenza di rete 4 sulla tv analogica. Ma che se la paghi da solo.

E poi dicevano che volevano tagliare i costi.