Carissimo/a,
domenica come ben saprai si terranno le primarie del Partito Democratico.
Ti invito a venire a votare per scegliere il segretario di quel partito che, se vogliamo dirla con una pessima battuta che ho sentito ultimamente, non è proprio mai "partito".
Negli ultimi due anni il Partito Democratico non è stato in grado di articolare una proposta seria e condivisa sui temi di maggiore importanza per il futuro del nostro paese. Eppure di occasioni ce ne sono state, il caso Englaro, il decreto intercettazioni, il lodo Alfano, la riforma Gelmini, il populismo di Brunetta (per il quale chi lavora nel pubblico è automaticamente un fannullone), il puttan-tour di Berlusconi e, ultima ma più importante di tutte queste cose, la crisi economica.
Non si può certo dire che questo governo abbia fatto mancare motivazioni e stimoli ad una forza che aspira a riformare profondamente l'Italia come deve essere il Partito Democratico.
Eppure il PD non è stato in grado di soddisfare il bisogno degli elettori, che non si attendono giri di parole e spiegazioni da illuminati, ma solo risposte chiare, concrete, univoche.
Non posso votare Franceschini: non credo nel PD senza posizioni degli ultimi 7 mesi, non credo che si possa continuamente cercare di non dire ciò che si pensa. Non credo si possa evitare di prendere decisioni per evitare di perdere qualcuno per strada.
Non posso votare Bersani: la sua paura di perdere è talmente alta che ha ritirato due volte la sua candidatura a segretario perché non era ancora il momento buono. Appena ha pensato il momento fosse giusto si è lanciato nella compravendita di grandi elettori, Bassolino incluso. Non posso votare chi vuole il ritorno degli strateghi per evitare di rischiare di perdere. Non voglio un PD senza coraggio.
Voterò invece per Ignazio Marino. Non ha fatto compravendita di grandi elettori. Ha espresso una serie di punti di programma di governo chiaro e definito. Prende di petto i problemi del merito, del lavoro e della laicità. Si può non essere d’accordo ma, ehi, ha un’idea. Corre dichiaratamente ed espressamente un rischio, non su di una posizione identitaria o populista ma su di una proposta di programma per un Partito che voglia mettersi a guidare il Paese, non solo gestirlo.
Voterò Marino:
Perchè abbiamo bisogno di proposte serie, precise e condivise, per far si che la gente inizi a condividerle ed a confrontare le risposte ai problemi del governo con quelle del PD.
Ignazio è secondo me il miglior rappresentante di questa filosofia: ha proposto delle semplici votazioni ogni qual volta ci sono delle opinioni contrastanti all'interno del partito. Al risultato di queste votazioni si dovranno attenere tutti i rappresentanti ed i dirigenti, senza alcuna eccezione. E chi non è d'accordo con queste regole che sono la base di ogni democrazia, si accomodi fuori dalla porta.
Negli ultimi 7 mesi abbiamo visto che Franceschini non è stato in grado di gestire il partito secondo queste semplici regole, abbiamo avuto rappresentanti che su ogni avvenimento fornivano una linea di partito differente. Non è così che il PD può far conoscere le proprie opinioni.
Perchè è il miglior garante di un PD laico. Ignazio è il primo sostenitore del testamento biologico, sostiene le civil partnership inglesi e adotta la laicità come "metodo", ovvero come parametro indispensabile per affrontare ogni questione nel modo più imparziale possibile, garantendo a tutti gli stessi diritti.
Possiamo ancora credere nel PD di Franceschini che non è riuscito a fornire una risposta univoca a queste fondamentali questioni (dal testamento biologico alla legge sull'omofobia)? Io credo di no.
Perchè non è un ex DS e nemmeno un ex Margherita, a differenza degli altri due candidati. Non potremo mai credere che il PD sia qualcosa di nuovo e rappresenti le nuove generazioni fino a quando avremo come leader un ex-qualcosa.
Perchè per lui come per me conta il merito, non l'essere cugino del primario o figlio del professore. Il suo programma ad esempio è stato scritto in collaborazione con le migliori menti del paese in ogni ambito, non dal suo portaborse.
Perchè parla come i giovani e come la gente normale, non in politichese o alla “Bersaniana”.
Perchè sostiene con forza il salario unico, di minimo 1000 euro e garantito.
Perchè dice senza giri di parole "NO" al precariato.
Perchè crede come me che internet debba essere libero e gratuito per tutti, come è già in Finlandia.
Perchè mi riconosco nel suo secco no secco al nucleare ma si alle forme energetiche alternative.
Perchè crede come me nell'importanza delle primarie. Le primarie sono l'ultima forma di selezione diretta dei nostri rappresentanti rimasta in Italia.
Perchè crede come me che sia uno scandalo non poter eleggere i nostri rappresentanti ma dover accettare che siano 5 persone a decidere la costituzione dell'intero parlamento.
Perchè pensa come me che il conflitto di interessi debba finire, ed a differenza di altri non era tra coloro si sono lasciati scappare l'occasione di fare la legge quando erano al governo.
Perchè crede come me in una sanità non politicizzata.
Perchè crede come me che la politica debba accomodarsi fuori dalla porta d'ingresso della RAI.
Perchè crede come me in una stampa libera e non finanziata dai partiti.
Perchè vorrebbe come me la certezza della pena ma anche la velocizzazione dei processi.
Perchè è l'unica chance che abbiamo per un serio ricambio della classe politica.
Perchè ha il coraggio di dire no ai vari Bassolino e Iervolino, e non si porta dietro dinosauri della politica come D'Alema, a differenza di Bersani.
Perchè grossa parte dei giovani riconoscono nei suoi ideali e nella sua mozione il futuro che vorrebbero. E non c'è niente di più importante per l'Italia che verrà.
Per tutte queste ragioni io domenica voterò Ignazio Marino.
E voi?
Altre informazioni:
http://www.ignaziomarino.it/loccasione-di-qualcosa-di-nuovo/
http://www.ignaziomarino.it/ignazio-ai-giovani/
http://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/repubblica2.pdf
http://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/gazzettino.pdf
http://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/repubblica1.pdf
Il testo di questa lettera contiene citazioni. Si ringrazia Federico D’Ambrosio.