Earthquake, quando si può evitare ciò che non si può prevedere

Ven, 15/01/2010 - 01:21

In Italia non si fa altro che parlare di quanti italiani siano dispersi ad Haiti dopo la tragedia di ieri. Come se gli haitiani non contassero nulla. Veramente non capisco perchè sia necessario soffermarsi sempre su questo estenuante nazionalismo da quattro soldi.

Curiosando sul web ho cercato qualche informazione sullo stato delle ricerche scientifiche in materia sismica. Tutti di certo sanno che i terremoti avvengono più frequentemente nelle zone in cui le placche tettoniche si toccano. Per darvi un'idea della tettonica a placche del nostro pianeta potete guardare la mappa seguente:

Come si vede la zona di Haiti è esattamente al confine tra la placca caraibica e quella nord-americana. Questo significa grossa inclinazione ad avvenimenti sismici, non a caso la mappa che trovate a questo link lo conferma. La mappa mostra gli eventi in tempo reale, fa decisamente impressione notare come, nonostante i media trattino poco questi argomenti, dovremmo tutti smettere di credere che siano eventi eccezionali, anzi, i terremoti sono avvenimenti assolutamente frequenti nel mondo. Solo nella regione indiana (India, Pakistan, sud della Cina) ci sono stati ad oggi 11 terremoti dall'inizio del 2010, tutti da magnitudo 3 a magnitudo 5. La mappa dell'IRIS mostra 5 terremoti di magnitudo intorno al 5 solo nella giornata odierna.

La sensazione di essere sempre in pericolo è di certo attenuata dal fatto che si tratta di eventi frequenti in certe zone del pianeta e molto meno frequenti in altre, dove puntualmente però quando avviene un evento sismico tutto viene raso al suolo per la completa mancanza di prevenzione e di strutture sufficientemente resistenti. In Giappone, per la precisione ad Hokkaido, la scossa di magnitudo 5 di quest'oggi fa seguito ad un'altra scossa di magnitudo 5 il 28 dicembre 2009, nessun morto e nessun ferito. Il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009 è stato di magnitudo 6.3 ed ha provocato 300 morti e 1500 feriti.

Si possono prevedere?
Dalle ricerche che ho fatto, sembra che ci sia una controversa analisi della questione. Molti scienziati dicono che attualmente ciò non sia possibile. Molti altri legano le misurazioni di un particolare gas, il radon, con la possibilità che si verifichi un terremoto in un certo punto del planisfero. Studi pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche negano la relazione diretta, si sono verificati terremoti anche dove la concentrazione di radon era molto bassa, ma non negano che ci sia un certo legame tra le due cose, anche se sicuramente non tale da poter prevedere il sisma stesso. Attualmente la scienza si sta focalizzando sullo studio dei movimenti delle placche, ma è una cosa estremamente difficoltosa perchè esse si muovono in maniera coordinata e l'eccessiva pressione di una sull'altra provoca il sisma. Inoltre ci sono innumerevoli fattori che collaborano ai movimenti delle placche. Ciò che quindi si fa attualmente consiste nell'affiancare questa metodologia all'analisi statistica.

Il vero problema però deriva dall'assenza di prevenzione a livello strutturale degli edifici, specialmente nelle zone meno a rischio e nei paesi poveri. L'analisi del rischio si basa sulla probabilità, ma la prevenzione non dovrebbe basarsi su di essa perchè essendo la statistica una scienza inesatta prima o poi qualcosa va storto.

Per saperne di più, il sito web dell'Iris è una risorsa di inestimabile valore per comprendere molto di più sulla sismologia e tenere sotto controllo la situazione sismica del pianeta.

Questo blog è vicino agli Haitiani.

L'articolo è divulgativo e non ha valore scientifico.

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