Case chiuse
In questo paese si inizia a fare confusione. Daniela Santanchè vuole fare un referendum per riaprire le case chiuse. Nemmeno a me piace vedere delle povere ragazze sui marciapiedi a prostituirsi, tuttavia non è che se le nascondiamo allora abbiamo risolto il problema. Il problema lo risolveremo solo quando smetteranno di prostituirsi per essere davvero libere, e quando coloro che le obbligano a fare una cosa tanto orrenda saranno in caracere.
E’ un po una moda quella di nascondere le cose in Italia, è quello che fanno i telegiornali con le notizie scomode, un po come ha fatto per 3 mesi Emilio Fede con la vicenda di Europa 7, che poi è stato costretto a rivelare quando se ne è parlato in parlamento, è un po come la vicenda di Alitalia, che fino a quando la maggioranza al governo era l’altra se ne parlava ogni giorno, adesso non se ne parla più. Eppure questi problemi non sono stati risolti.
Lancio un allarme perchè questa cosa è altamente pericolosa, non deve esserci cittadino in Italia che pensi di risolvere i problemi nascondendoli.














































Non facciamo confusione.
Le case chiuse non servono a nascondere un problema.
Servono a regolarizzare una situazione fuori controllo garantendo più diritti e sicurezza a prostitute e clienti, portando allo stato anche un contributo economico.
La situazione prostitute è direttamente collegata allo sfruttamento (minorile ma non solo), a leggere ciò che ha detto la Santanchè sembra che l’obiettivo sia quello di levarle dagli occhi della gente, quando invece ciò che si dovrebbe fare è controllare (anche se forse costerebbe troppo per Tremonti). Per questo sono contrario al referendum, non perchè sia in sè una cosa sbagliata, ma perchè se eliminato senza aggiunte di nuove norme regolatrici migliori, si finisce per spostare il problema, non per risolverlo.
Sono d’accordo con il primo commentatore, a prescindere da quello che dice la SantaDeChè.
Sono d’accordo con la Santanche, sono favorevole al referendum, in quanto regolarizzando la posizione delle prostitute, oltre a ridurre una grossa fetta di schiavitù in Italia, aprendosi una partita IVA, pagheranno le tasse come tutti i lavoratori. In Canada fanno dei controlli sanitari mensili, mi sembra il caso che avvenga anche in Italia. Ma + alle case di tolleranza, dove c’é sempre il rischio di sfruttamento, sono favorevole allo svolgimento del mestiere come libero/a professionista.
Rendere illegale il + antico mestiere del mondo, cercando di sopprimere la vocazione di alcuni uomini e donne, che svolgono x libera scelta questo lavoro, mi sembra di fare come gli struzzi…ma mettere la testa sotto la sabbia, serve solo a respirare peggio!