Trovo davvero simpatico ciò che scrive Travaglio su "Voglio scendere", se non fosse che è la triste realtà:
"La spiegazione alternativa di tanto nervosismo (relativa al nervosismo di Berlusconi) è che l’ormai celebre “cordata italiana” per Alitalia stenti a decollare. A sentir lui, è tutto pronto. Tant’è che, col riserbo che lo contraddistingue, spiattella nomi e cognomi a chiunque incontri per strada, salvo meravigliarsi se Minzolini, appostato dietro la fioriera, ascolta e scrive tutto sulla Stampa. La terzultima versione della “cordata italiana” comprendeva Banca Intesa (che l’ha mandato a stendere) e la figliolanza (ma poi gli han votato contro persino Piersilvio e Marina). La penultima, Bracco, Tronchetti, Doris, Moratti, il mitico Carlo Toto (di cui il Pdl candida il figlio) e forse l’Aeroflot (tramite l’amico Putin). L’ultima, svelata ieri da Minzolini, schiera Mediobanca, Eni, Ligresti e Benetton (oltre, naturalmente, a Berty, sempre a disposizione).
Malauguratamente il Cavaliere s’è scordato di avvertirli, per cui i quattro soggetti interessati, appena si son visti sul giornale, sono corsi a smentire tutto. E lui naturalmente ha smentito se stesso. Ma c’è da giurare che è già pronta una quarta cordata: già si parla delle patatine Pai, della rivista Topolino, del titolare dei Chupa Chupa, di un produttore di mozzarelle di bufala e, come advisor, di Braccobaldo Bau. Si dirà: ma non hanno i mezzi. Che problema c’è: l’importante è sparare nomi a raffica fino alle elezioni, poi lui gli dà i soldi necessari prelevandoli dalle nostre tasche (parla di un “prestito ponte” del governo o, in alternativa, di un credito d’imposta ad Alitalia se resiste ai francesi un altro po’, tanto perde solo 1 milione al giorno). O farà come nelle campagne abbonamenti del Milan: prima annuncia l’acquisto di Ronaldinho, Drogba, Eto’o; poi, quando tutti i tifosi han pagato la tessera, annuncia costernato che sarà per l’anno venturo."