Ma in che mondo viviamo?
Questo articolo è una riflessione sul dialogo a distanza tra Massimo Mantellini (Manteblog) e il presidente della SIAE Giorgio Assumma.
Vi riporto una piccola cronaca dei fatti:
A seguito della denuncia da parte della SIAE di un professore che aveva pubblicato sul proprio sito web (dedicato ai propri studenti) delle thumbs (miniature) di immagini di quadri di Picasso e Braque, Mantellini aveva scritto un articolo su Nova, tramite il quale spiegava i motivi per ritenere questa denuncia un’assurdità. A risposta il presidente Assumma fece pubblicare un articolo su “Il Sole 24 ore” con frasi veramente ad effetto.
Siccome concordo pienamente con ciò che Mantellini ha detto, ho deciso di linkare l’articolo sul suo blog più rilevante in merito a questa storia.
Non posso far altro che essere sconcertato per le idee del presidente SIAE, va bene tirare acqua al proprio mulino, ma in questo caso l’esagerazione è palese. Permettersi di dire che gli autori campano sugli stipendi SIAE quando Vasco Rossi ha apertamente detto che il 95% dei suoi guadagni deriva dai concerti mi sembra un azzardo. Permettersi di dire che “nessuno si sognerebbe di ridurre gli stipendi dei professori per aiutare per esempio la didattica” è come fare un discorso che non sta nè in cielo nè in terra. Perchè un professore non deve poter pubblicare materiale a favore della cultura? Perchè guadagna sul lavoro di Braque che è morto da 100 anni?
La verità è che il diritto d’autore va riformato. Proteggere opere è corretto, ma mantenendo il più ampio rispetto della cultura.
Cito per ultime le parole trovate in un commento sul blog di Mantellini (di Francesco):
“Il quadro di picasso o di un altro artista è un’opera unica, originale, irripetibile, per cui Picasso è già stato pagato, credo, quando lo ha venduto. Gli eredi non ne hanno più la proprietà. O se ce l’hanno guadagneranno vendendolo. Le riproduzioni sono il mezzo che nei secoli hanno fatto conoscere gli artisti: non tutti possono andare a Roma a vedere la Cappella Sistina, eppure la conoscono tutti!
Le riproduzioni non sono il quadro stesso, non sono l’oggetto quadro.
Il problema del diritto d’autore sta nel concetto che si ha dell’oggetto-opera, a volte questo concetto lo si allarga a volte lo si restringe, a piacimento.”














































Bah, i diritti d’autore non hanno senso a mio parere, non sono di certo lì per preservare la proprietà intellettuale dell’autore. Sono soltanto un’altra forma di speculazione finanziaria. Forse è il nome che è sbagliato, dovrebbero magari chiamarli guadagni d’autore, chessò… E ovviamente i diritti d’autore non hanno nulla a che fare con la cultura, e non vogliono averci nulla a che fare, a patto che questi creino qualche forma di guadagno… Che società civilizzata… meno male che con la diffusione di internet e delle licenze Creative Commons le cose stanno un po’ cambiando…